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mercoledì 23 aprile 2014

Spaghetti al vino rosso e parmigiano



Spaghetti al vino rosso e parmigiano


©http://nuvoledifarina.blogspot.it Ci sono incontri nella vita che ti fanno riflettere; il 31 gennaio ho avuto la fortuna di incontrare lo chef Alessandro Borghese, che durante la presentazione dell'ultimo suo libro ad una domanda sul come si sentisse in mezzo a questa marea di chef ed emergenti esperti nel settore culinario rispose con un semplice "Io mi sento me stesso". Ci spiegò come ultimamente, complici anche le trasmissioni culinarie, chiunque si poteva svegliare al mattino e dire la sua in ambito culinario e ci fece una distinzione in categorie: ci sono quelli che si concentrano su un livello alto e cercano sempre di migliorarsi andando alla scoperta di ingredienti e combinazioni di sapori sempre più ricercati, ci sono poi quelli che, come lui, cercano di creare nuovi piatti rifacendosi alle tradizioni e usando ingredienti normali e reperibilissimi da tutti (Borghese è uno dei pochi chef che inserisce nei suoi menù il pollo anche in piatti super raffinati), e ci sono poi i tuttologi quelli che ogni mattina si alzano e sono esperti senza basi e senza studi di ogni singolo settore del campo culinario. Ecco riflettendoci bene queste sue osservazioni possono essere applicate anche al mondo dei blog: da molti di questi io ho scoperto e imparato l'uso di ingredienti particolarissimi e anche esotici, da altri ho imparato che il voler essere a tutti i costi presenti in ogni singolo settore non offre nulla perché la mancanza di basi si sente ad ogni singola parola, non c'è spiegazione non c'è un perché a parte quattro nozioncine reperibilissime anche su wikipedia. E poi ci sono quei blog "alla Borghese", quelli un po' da osteria come direbbe la mia amica Artù, e io lì mi ci trovo benissimo: con ricette semplici, ingredienti facili da trovare (anche se poi una puntatina nel mondo aulico la facciamo tutti), e sempre con una spiegazione da dare a chi chiede lumi. I blog da osteria non sono tuttologi, non salgono su una cattedra per insegnare come e cosa mangiare; dicono la loro in base alla loro esperienza quotidiana e poi se quello che raccontano si inserisce in un ambito culinario questo avviene senza pretese bacchettone. Bene, dalla mia sedia da osteria, oggi racconto un piatto semplice, veloce? No, di più! Mio? No, Suo, ovvero di Alessandro Borghese. L'ho portato sulla mia tavola su una bella tovaglia da osteria con un bicchiere da osmiza (o frasca) per il vino rosso, niente calici, niente lusso, solo convivialità. Benvenuti alla mia tavola:




Ingredienti per 4 persone

400 gr di spaghetti
500 ml di buon vino rosso corposo
100 gr di parmigiano grattugiato
sale, pepe
olio extravergine di oliva

Procedimento:

Mettiamo sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata e portiamola a bollore; nel frattempo in una padella saltapasta versiamo tutto il vino e facciamolo bollire per circa 3-4 minuti per far evaporare la parte alcolica e ottenere un gusto meno forte nel piatto. Quindi abbassiamo la fiamma e lasciamo in attesa.
Quando l'acqua nella pentola bolle tuffiamoci gli spaghetti e lasciamoli il tempo necessario affinché questi si ammorbidiscano, basteranno un due minuti al massimo; poi scoliamoli (tenendo da parte un po' di acqua di cottura) e tuffiamoli nella padella con il vino dove finiranno di cuocersi aggiungendo l'acqua messa da parte se necessario. Quando manca circa un minutino alla fine della cottura degli spaghetti, aggiungiamo in padella l'olio extravergine di oliva che legandosi all'amido della pasta e al vino creerà una salsina golosissima e dal bel colore viola-vino. A questo punto diamo una bella grattugiata di pepe, aggiungiamo il parmigiano e mettiamo nei piatti. Mangiamo bevendo lo stesso vino di cottura della pasta.

Nota:
La ricetta la potete trovare a pag. 167 del libro "Tu come lo fai?" Di Alessandro Borghese. Nel libro ci sono anche suggerimenti musicali piatto per piatto, su questo Alessandro ci consiglia di ascoltare e cantare Cryin' degli Aerosmith, una ballata dal lontano 1993.




sabato 19 aprile 2014

Cucina friulana: Purcìt tal lat - Maiale al latte



Purcìt tal lat - Maiale al latte


©http://nuvoledifarina.blogspot.it Oggi ci immergiamo di nuovo nella cucina che fa la storia della nostra Italia, io e le mie Amiche Carla e Artù abbiamo deciso di proporre dei bei piatti a base di carne che magari possono essere un'idea per il pranzo o la cena in famiglia di questa Pasqua. Complice anche un meteo non propriamente primaverile abbiamo pensato di proporre un piatto a base di maiale e spulciando tra i nostri ricettari abbiamo trovato una ricetta presente in tutte e tre le nostre regioni, ovvero il maiale cotto nel latte; preparatevi quindi a scoprire come una stessa ricetta si trova declinata in maniera diverse nelle nostre regioni di appartenenza: Friuli Venezia Giulia (Purcìt tal lat), Lombardia (Slùnsa al làt) e Piemonte (Maiale arrosto alla freisa).


Il purcìt tal lat, ovvero il maiale al latte, è una preparazione tipica della cucina friulana; la ricetta l'ho trovata sul libro La cucina del Friuli di Emilia Valli (pag 141); il maiale è una delle carni più usate in Friuli e i pascoli permettono di avere tanto buon latte, per cui questo piatto può essere considerato un piatto poverissimo e proprio della vita contadina. E' una di quelle preparazioni che danno l'idea di calore famigliare, la cottura è lunga ma finché le giornate sono ancora fresche si può fare; la carne diventa morbidissima per azione del latte e delle due ore di cottura, il sughetto è succulentissimo. Insomma un piatto povero, economico e da leccarsi i baffi.








Ingredienti per 4 persone:

1 kg di lonza
1 litro di latte
1 cipolla bianca
un mazzetto di erbe aromatiche (io rosmarino, salvia, alloro e bacche di ginepro)
una noce di burro
sale, pepe

Procedimento:

Prendiamo la lonza, massaggiamola con sale e pepe e leghiamola con spago da cucina. Mettiamo in un tegame una noce di burro e facciamola sciogliere a fiamma bassa, rosoliamoci quindi la cipolla tritata finemente e la lonza; nel frattempo in un altro pentolino portiamo a bollore il latte. 
Non appena la carne è ben rosolata, versiamo nel tegame il latte caldo e portiamo alzando la fiamma di nuovo tutto a bollore, quindi abbassiamo di nuovo la fiamma e facciamo cuocere la carne per due ore.
A cottura ultimata affettiamo la carne e serviamola calda irrorandola con il fondo di cottura.

Nota:
Con la quantità di latte del ricettario io ho ottenuto una salsina forse un po' troppo liquida, a mio avviso 200 ml di meno sarebbero sufficienti, altrimenti si potrebbe aggiungere un cucchiaio di maizena e cuocere per 2 minuti per rendere la salsa un po' più densa.

mercoledì 16 aprile 2014

Dolce coniglietto pasquale al caffè con miele al caffè



Dolce coniglietto pasquale al caffè con miele al caffè


©http://nuvoledifarina.blogspot.it Si avvicina Pasqua e nonostante io stia resistendo con tutte le forze a fare una colomba, qualcosa a tema devo pur prepararlo e allora via l'uccellaccio dalla preparazione un po' troppo lunga che i tempi di mamma di unenne non mi permettono molto spesso di seguire e benvenuto coniglietto di più semplice e veloce preparazione. Per questo dolce mi sono voluta distaccare dalle solite consuetudini pasquali delle grandi lievitazioni, ho usato una farina multicereali che dava un gusto rustico al mio coniglio e come impasto ho seguito la procedura dei brownies per ottenere un qualcosa di veramente morbido; anzi per dirla tutta la procedura è quella della versione chiara, ovvero dei blondies, ma complice la presenza di miele al caffè e polvere di caffè il coniglietto risulta abbronzato... vabbè se è Pasqua è vacanza anche per lui e un colorito vacanziero ci sta tutto. Il dolce è facilissimo e super veloce da preparare, per farlo come il mio è necessario avere uno stampo 3d ma anche con i classici stampi viene benissimo; questa è una versione più per adulti ma togliendo il caffè e sostituendolo con cioccolata e miele di acacia si ottiene un buonissimo coniglio adatto anche ai bambini.








Ingredienti:

150 gr di zucchero di canna
125 gr di farina multicereali (la mia farina qb Molino Grassi)
100 gr di burro fuso
60 gr di cioccolato bianco
2 cucchiai di miele al caffè
1 cucchiaio di polvere di caffè (quello per la moka!)
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 uovo

Procedimento:

Setacciamo la farina e il lievito e teniamo da parte. Prendiamo un pentolino e sciogliamoci a fiamma bassa il burro e lo zucchero insieme, come otteniamo un composto liquido senza granelli di zucchero, aggiungiamo la polvere di caffè e il miele; per ultimo aggiungiamo il cioccolato bianco spezzettato e facciamo sciogliere bene anche quest'ultimo. Togliamo dal fuoco e lasciamo intiepidire, quindi aggiungiamo l'uovo e amalgamiamolo bene al composto e infine aggiungiamo questo composto alla ciotola con farina e lievito. mescoliamo e versiamo nello stampo precedentemente imburrato e infarinato. Per chi usa stampi 3d verificare di aver sigillato molto molto bene le due parti dello stampo.
Cuociamo in forno pre-riscaldato a 180°C per circa 20 minuti, una volta cotto il dolce facciamo raffreddare completamente prima di aprire lo stampo e tirare fuori il nostro coniglietto.

Per renderlo meno grezzo e  più simpatico si può fare una semplice decorazione con glassa al cioccolato bianco e caffè e decorazioni in royal icing colorata. 

Per la glassa basta sciogliere 100 gr di cioccolato bianco con un cucchiaino di caffè in polvere e un cucchiaino di acqua e con questo pennellare il coniglietto. non è necessario essere precisissimi perché una pennellata un po' più evidente simulerà il pelo del coniglio.

Con questa ricetta partecipo al contest di Molino Grassi in collaborazione con il blog Non di solo pane





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