Se ti piace il mio blog clicca qui

giovedì 31 maggio 2012

Gelato di riso e cannella



Gelato di riso e cannella


©http:// nuvoledifarina.blogspot.it Ieri avevo voglia di un gelatino leggero e profumoso, così ho pensato a due delle cose che mi piacciono di più: il riso con il latte e la cannella, e ho deciso di unirli assieme. Ne è venuto fuori un gelato cremosissimo e molto profumato che contiene poco zucchero ed è ottimo per i celiaci ma anche per i bambini,anche i più piccolini, che così possono fare una bella merenda sana e nutriente. Da fare è semplice, non sono necessari ingredienti strani e di difficile reperimento. Può essere presentato in coppetta o cono in cialda o come ho fatto io in cucchiai finger food per creare dei piccoli amuse bouche di gelato.






Ingredienti per una vaschetta


500 ml di latte
150 gr di riso originario
1 stecca di corteccia di cannella
4 cucchiaini di cannella
50 gr di uvetta
2 cucchiai di miele millefiori
sale
topping al cioccolato (io Fabbri)

Procedimento:


Bolliamo il latte assieme alla stecca di cannella fuori dal fuoco aggiungiamo l'uvetta risciacquata e lasciamo poi in infusione per almeno 1 oretta; togliamo quindi la cannella e l'uvetta e mettiamo nel latte il riso. Io ho scelto la varietà originario che ha chicco tondo e cuoce in 15 minuti. Rimettiamo sul fuoco a fiamma bassa il latte e non appena spunta il bollore aggiungiamo un pizzico di sale e lasciamo cuocere per 15 minuti mescolando spesso. Nel frattempo mettiamo l'uvetta nel frullatore e sminuzziamola fino a farla diventare sottile.
Una volta cotto il riso, lasciamolo freddare completamente, poi aggiungiamo il miele, i cucchiaini di cannella e l'uvetta e versiamo nella gelatiera azionandola per circa 20 minuti. Il gelato è pronto, chi vuole una versione più golosa può decorarlo come me con un po' di topping al cioccolato a cui è stato mescolato un cucchiaino ulteriore di cannella. Ed ecco un cucchiaino pronto per chi vuole assaggiare, aprite la boccuccia che arriva l'aeroplanino!

Nota:

Chi non ha la gelatiera può mettere il composto in una vaschetta di alluminio da trasferire in freezer, ricordandosi di mescolarlo dal basso verso l'alto ogni 5 minuti per 20 minuti.




mercoledì 30 maggio 2012

Margherite di Stresa

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Anche oggi un bel dolcino, posto infatti dei bellissimi biscottini che appartengono alla tradizione piemontese, una terra bellissima rica di storia, castelli e paesaggi da sogno: le margherite di Stresa. L'impasto di questi pasticcini fu creato tantissimi anni fa a Stresa dal pasticcere Pietro Antonio Bolongaro, il quale diede anche loro la forma di margherite per omaggiare e regalarle alla principessa Margherita di Savoia in occasione della sua prima comunione. Margherita, cresciuta ad  Agliè ma amante di Stresa e del lago Maggiore, apprezzò così tanto questi dolci che quando si sposò con suo cugino Umberto e divenne la prima regina d'Italia volle che questi dolcetti non le mancassero mai, per cui a corte le margherite di Stresa erano sempre presenti.
L'impasto è molto particolare perché questi dolcetti al burro sono fatti con i soli tuorli fatti rassodare sono friabilissimi e una vera goduria per il palato. Sono buoni sia da mangiare da soli che come accompagnamento a the o caffè.


Per fare 50 margherite io ho usato:

3 tuorli sodi
150 gr di burro morbido
130 gr di farina 00
130 gr di fecola
75 gr di zucchero a velo
marmellata di albicocche q.b.
Facciamo per prima cosa rassodare le uova, prendiamo solo i tuorli e lasciamoli raffreddare. Prendiamo poi una alla volta e raccogliamoli in una ciotola dopo averli passati in un setaccio sottile


Ai tuorli aggiungiamo il burro ammorbidito e lo zucchero a vole, e lavoriamoli fino ad ottenere un composto cremoso privo di granuli; in ultimo aggiungiamo la farina e la fecola setacciate assieme e aiutiamoci con le mani per impastare; l'impasto risulterà un po' bricioloso ma è così che deve essere.
Chiudiamo la ciotola con un po' di pellicola per alimenti e mettiamo la pasta a riposare in frigo per almeno un'ora.
Riprendiamo ora la nostra frolla burrosa, trasferiamola su una spianatoia leggermente infarinata e impastiamola ancora un po'; con un matterello stendiamola fino ad ottener una sfoglia di 4/5 mm e con uno stampo a forma d margherita iniziamo a ritagliare i nostri biscotti che dovranno essere rigorosamente di numero pari perchè poi andranno accoppiati. A metà margherite, aiutandoci con il manico di un mestolo, pratichiamo un foro centrale


sul'altra metà andiamo a stendere un velo di marmellata di albicocche


copriamo quindi il biscotto con la marmellata con quello con il buco e mettiamo ogni fiorellino così confezionato su un vassoio. Come abbiamo finito, riponiamo il nostro vassoio in frigo per almeno 15 minuti, in maniera che poi nella cottura al forno la frolla burrosa resti compatta e i biscottini non perdano la loro forma


Accendiamo ora il forno e portiamolo a 170°C, a raggiunta temperatura trasferiamo le margherite su una teglia e lasciamo cuocere per circa 15 minuti. Lasciamo quindi raffreddare completamente prima di spolverarle di nuovo con zucchero a velo.



martedì 29 maggio 2012

Cupcakes dolci con ricotta e basilico, ricoperti con sorbetto dolce al pomodoro

©http:// nuvoledifarina.blogspot.it Molto spesso quando si pensa alla combinazione di alcuni ingredienti la mente li classifica subito come mix per dolci o per salati, ma avventurarsi nel mondo opposto a quello che ci viene per primo in mente può darci delle grandissime e golose sorprese. Io ho provato a combinare ricotta, basilico e salsa di pomodoro, tre ingredienti che insieme fanno pensare solo a un sugo, e li ho trasformati in un dolce, anzi per dirla meglio in dei favolosi cupcakes che hanno conquistato tutti! Un gusto nuovo, originale e addirittura rinfrescante; il pomodoro in versione sorbetto perde la sua acidità e assume un gusto molto simile a quello del cocktail Bloody Mary. Insomma sono dei cupcakes da provare.


Per farli io ho iniziato con il preparare i muffin, per questi occorrono:

300 gr di farina autolievitante (o farina 00 e 1 cucchiaino di lievito)
150 gr di zucchero
100 gr di burro fuso
125 gr di ricotta morbidissima
140 ml di latte
10 foglioline di basilico
1 uovo
Facciamo bollire il latte, poi togliamolo dal fuoco e aggiungiamoci le foglioline di basilico spezzettate rigorosamente a mano così gli oli aromatici non si ossidano e sprigionano il massimo del loro profumo. Lasciamo in infusione per almeno 30 minuti. Nel frattempo sciogliamo il burro e lasciamo intiepidire fino a temperatura ambiente.
In una ciotola mescoliamo la farina (o farina e lievito) con lo zucchero e teniamo da parte; in un'lra ciotola lavoriamo la ricotta con l'uovo poi versiamo il latte (possiamo scegliere se filtrarlo o meno, io non l'ho fatto così ho trovato nei muffin anche i pezzettini di basilico); aggiungiamo a questo composto il burro fuso e mescoliamo bene, infine versiamo i liquidi nella ciotola con le polveri e impastiamo bene il tutto. Dovremmo ottenere un bel composto a nastro, se così non fosse, visto che le farine non assorbono tutte nella stessa maniera, possiamo aggiungere ancora un goccino di latte, ma pochissimo alla volta.
Rivestiamo una teglia per muffin con i pirottini, versiamo il nostro composto e facciamo cuocere a 180° per circa 20 minuti. Otterremo dei muffin bianchissimi!


Ora lasciamo raffreddare completamente i dolcetti e passiamo a preparare il sorbetto. Io ho usato la mia piccolissima e vecchiotta gelatiera ma il sorbetto può essere preparato anche in vaschette di alluminio da mettere in congelatore ricordandoci di mescolare di tanto in tanto.
Per il sorbetto io ho usato:

125 gr di passata di pomodoro (io La rustica di Cirio)
25 ml di vodka
19 gr di zucchero
18 gr di albumi
1/2 limone
Ho spremuto mezzo limone e ho messo il succo assieme al resto degli ingredienti nel frullatore, azionandolo finché il composto risulta ben gonfiato.


Ho versato poi nella gelatiera e l'ho azionata per 20 minuti ottenendo il sorbetto


passiamo ora alla decorazione, poi che lavoriamo con un sorbetto occorre che sia la sac a poche che il beccuccio che usiamo siano freddi, per cui prima di iniziare mettiamoli per almeno 10 minuti in congelatore. solo a questo punto possiamo iniziare a creare il ciuffotto tipico dei cupcakes, alla cui sommità possiamo mettere una fogliolina di basilico per decorazione. Spero che questa ricetta benché particolare vi sia piaciuta, io come sempre vi aspetto per un assaggio



C


lunedì 28 maggio 2012

Cucina regionale giuliana: Kolazie

©http://nuvoledifarina.blogspot.it L'appuntamento settimanale con la cucina regionale oggi ci porta ad esplorare di nuovo il mondo dei dolci, questa volta però andremo a conoscere le piccole prelibatezze che di solito ci fanno compagnia durante la colazione o il the o la merenda, parliamo infatti di biscotti e così andiamo a scoprire forme e ingredienti tipici che rappresnetano la piccola pasticceria italiana. Iniziamo, dunque, il nostro giro nelle varie regioni che partecipano:



CALABRIA: A susumella di Rosa ed Io
CAMPANIA: Taralli dolci di Le Ricette di Tina
SICILIA: Cannoli Siciliani di Cucina che ti Passa
TOSCANA: Brigidini di Non Solo Piccante
LOMBARDIA: Biscotìn de Pròst di L’Angolo Cottura di Babi
VENETO: Buzolai vicentini di Semplicemente Buono
PIEMONTE: Baci di dama di La Casa di Artù
EMILIA ROMAGNA: I gialletti di Zibaldone Culinario
TRENTINO ALTO ADIGE: I basini de Trent di A Fiamma Dolce
PUGLIA: Biscotti caserecci di Breakfast da Donaflor 
LAZIO: Crostata di ricotta e visciole di Chez Entity
LIGURIA: I canestrelli rivisitati di Un’arbanella di Basilico 
UMBRIA: Birbanti di 2 Amiche in Cucina 
MARCHE: I biscotti del pescatore di La Creatività e i suoi Colori
ABRUZZO: Buccunotte di In Cucina da Eva

e qui da me: FRIULI VENEZIA GIULIA: Kolazie
(post in dialetto e sotto in italiano)



De quando go cominciado el percorso della cusina regionale go zercado de darghe voxe a quele ricette che le se ga perso nei ani o che le esisti solo nele famiglie dove le none le porta avanti le tradizioni; con queste ricette go contado un poco la storia de Trieste che la xe ben spiegada anche in cusina attraverso le sue ricette, parlando de ricette austriache o portade dai esuli istriani. Mancava pero una ricetta che rapresentasi un altra parte de sta città, la minoranza slovena, per sto motivo go deciso de farve conoser dei biscotti tipici sloveni che ga conquistado italiani e austriaci. Le kolazie xe dei biscotti al burro che xe ottimi col caffè, xe fatti con due tondi messi un sora altro, se ghe fa un buso in mezo e s li coverzi de mandorle tritade a farina.

Per farle go adoperado:

100 gr de farina
100 gr de burro morbido
100 gr de zucchero
Farina de mandorle q.b.
Prepararli xe sai facile, miscemo la farina col zucchero, dopo zontemo el burro sai morbido a trocheti amalgamando tuto col caldo dele man. Vegnera fora una pasta sai morbida che stenderemo col mattarel, dopo con due biceri (se volemo far le robe cone una volta) o con due taiabiscotti differenti taiemo la pasta a tondi de due grandezze differenti. Metemo i tondi un sora l’altro e sbusemoli con el manigo de un mestolo e coverzemoli con la farina de mandorle. Impizemo el forno a 150° e intanto che el se scalda metemo le kolazie in frigo cusi non le perdi la forma; come el forno riva in temperatura infornemo per 15 minuti. Caldissimi i xe ottimi, ma ve convien spetar perche de freddi se senti ancora meio el gusto. Qua xe una per voi, chi vol assaggiar?



Con questo approfitto per fare gli auguri ad una carissima amica blogger, Babi, che compie gli anni proprio oggi e tra le mie kolazie una si è addobbata per festeggiarla. 


Buon compleanno cara Babi - Vesel rojstni dan draga Babi

IN ITALIANO:

Da quando ho iniziato il percorso della cucina regionale ho cercato nel possibile di dare "voce" a quelle ricette vecchie che si sono o perse negli anni o che sono presenti in alcune famiglie dove le nonnine con amore continuano a prepararle; attraverso queste ricette ho raccontato un po' la storia di Trieste, che ben si rispecchia in cucina, parlando di ricette di origina austriaca o portate in città dagli esuli istriani. Mancava però una ricetta che rappresentasse ancora un'altra parte di questa città ovvero la minoranza slovena, per questo ho deciso di farvi conoscere oggi dei biscotti tipicamente sloveni che avevano conquistato in passato italiani e austriaci. Le kolazie sono dei biscotti al burro ottimi con il caffè, sono formate da due dischi sovrapposti e a cui viene praticato un buco al centro e che vengono poi cosparse con mandorle tritate a farina.
Per farle io ho usato:

100 gr di farina 00
100 gr di burro morbido
100 gr di zucchero
farina di mandorle q.b.
La preparazione è semplicissima, iniziamo con il mescolare su una spianatoia la farina assieme allo zucchero, a queste polveri andiamo ad aggiungere il burro morbidissimo tagliato a tocchetti e impastiamo usando il calore delle mani per amalgamare bene gli ingredienti. Otterremo una pasta sofficissima che andremo a stendere con il mattarello; con due bicchieri ( se vogliamo essere ligi alla tradizione) o con due tagliabiscotti rotondi di grandezza differente andremo a ricavare dei dischi. Mettiamo i dischi piccoli sopra quelli grandi e con il manico di un mestolo foriamoli al centro e cospargiamoli con farina di mandorle. Accendiamo ora il forno e portiamolo a 150°C, mentre questo si scalda trasferiamo in frigo le kolazie così che in cottura non perdano la forma; come il forno arriva a temperatura inforniamo e facciamo cuocere per 15 minuti. Caldissimi sono ottimi, ma vi conviene resistere perché da freddi si assaporano meglio. Eccone una per voi, chi vuol favorire?

sabato 26 maggio 2012

Vellutata di carote al profumo di arancia e zenzero

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Questa di oggi è una vellutata adattissima ad essere mangiata in più modi: calda, tiepida e anche fredda; ha un gusto molto delicato e può essere un validissimo piatto di entrata per un secondo leggero a base di pesce o per una semplicissima insalata. Grazie alle carote è ricca di molti nutrienti e ci prepara già all'abbronzatura, semmai il meteo pazzerello di questi giorni ci consentirà di prenderla. Per rendere il piatto più interessante io l'ho abbinata al succo di un arancia, ricreando in parte la californiana orange soup, e gli ho dato un tocco di zenzero che secondo me con carote e agrumi ci sta davvero molto bene. Ovviamente ognuno può personalizzare il piatto come vuole omettendo uno o entrambi i profumi o sostituendo con quello che più gli aggrada. Il piatto da preparare è velocissimo, basta una mezzora, e visto che è di quelli che si fanno da sé ci permette di fare bella figura con gli ospiti dell'ultimo minuto e allo stesso tempo di non rinunciare a quattro chiacchiere prima di sedersi a tavola.


Per prepararla io ho usato:

400 gr di carote
100 gr di cipolla
2 cucchiai di panna da cucina
1 arancia (io Ribera)
1 cucchiaio di farina
1 lt di acqua
2 cucchiaini di zenzero in polvere
sale 
olio extravergine di oliva
Iniziamo portando a bollore 1 lt di acqua, l'ho scelta rispetto al brodo vegetale perché così il piatto risulta più armonioso nei profumi. Tagliamo nel frattempo a tocchetti cipolla e carote e gratuggiamo la scorza dell'arancia. Prendiamo una pentola dove andremo a preparare la nostra vellutata e mettiamo un filo di olio, come questo è caldo aggiungiamo cipolla, carote e buccia di arancia e facciamo appassire per pochi minuti. Versiamo il litro di acqua intero nella pentola, regoliamo di sale e lasciamo cuocere per 20 minuti.
Trascorso questo tempo con un frullatore a immersione creiamo la nostra vellutata; quando tutto è ridotto in crema aggiungiamo il succo dell'arancia, lo zenzero, la panna da cucina e la farina e mescoliamo, sempre tenendo sul fuoco, per qualche minuto finché la vellutata non raggiunge la densità da noi voluta. Il piatto è pronto, basta decidere solamente a che temperatura portarlo in tavola. Chi si propone per un assaggio?



giovedì 24 maggio 2012

Medaglioni di filetto in salsa fruttata

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Questa ricetta l'ho preparata ieri sera per cena, avevo infatti del filetto e lo volevo portare in tavola in maniera diversa dal solito; ho pensato quindi di fare una sorta di fusion tra il classico filetto con le arance e le ricette nordiche in cui si abbina la carne con una marmellata acidula come quella di ribes rosso (io ho usato quella dell'ikea), e come legante tra i due sapori ho scelto la senape. La cottura l'ho fatta in padella e la carne è risultata morbidissima e profumata, ma nessuno è riuscito a capire che tra gli ingredienti ci fosse proprio una marmellata. 


Io ho usato
400 gr di medaglioni di filetto (sia maiale che vitello vanno bene)
50 ml di vino bianco dolce e fermo
1 bicchierino di cognac
1 arancia (io le grandi Ribera, altrimenti 2 arance medie)
1 cucchiaino di marmellata di ribes rossi
1 cucchiaio di senape
sale affumicato (io Gemma di mare)
pepe
olio extavergine di oliva
Se non li abbiamo già pronti, affettiamo il filetto per creare i nostri medaglioni, che andremo a cospargere su entrambi i lati con il sale affumicato e il pepe. Facciamo riscaldare un filo di olio in una padella e mettiamo i nostri medaglioni, lasciamoli cuocere a fiamma medio-alta finché non hanno preso colore su entrami i lati. A questo puno versiamo il vino bianco (ad esempio un buon Verduzzo) e il cognac e fiammeggiamo stando molto attenti; non appena la fiamma si spegne aggiungiamo il succo di arancia, la senape e la marmellata. Mescoliamo finché il tutto risulta sciolto nel vino e lasciamo cuocere a fiamma media chiudendo con un coperchio per circa 15-20 minuti, rigirando a metà cottura. E' un piatto che consiglio moltissimo.

mercoledì 23 maggio 2012

Spaghetti alla gricia

©http://nuvoledifarina.blogspot.it La gricia è uno dei condimenti laziali più tipici e più antichi; da molti è conosciuta come l'amatriciana in bianco e infatti si distingue da quest'ultima per l'assenza di pomodoro, infatti questo tipo di condimento risale a molti anni prima che il pomodoro scoperto in America venisse portato in Europa. Il termine gricia sembra derivi da Grisciano, una piccola frazioncina di un paese vicino ad Amatrice; il condimento è fatto di ingredienti semplici che rispecchiano ciò che era a disposizione dei contadini di tanti anni fa ovvero pecorino e guanciale stagionato. Nella sua semplicità la gricia è un condimento ricco di gusto e che merita di essere provato almeno una volta. Nonostante si possa usare qualsiasi formato di pasta, per rimanere nella lazialità del piatto è preferibile usare spaghetti o bucatini o rigatoni, tre formati di pasta che nella cucina, soprattutto romana, hanno grande impiego. Ma ecco la mia gricia e nel raccontarvela mi farò aiutare dal grande Aldo Fabrizi con la sua poesia "La cottura":


io ho usato:

200 gr di spaghetti
100 gr di guanciale stagionato
abbondante pecorino romano grattugiato
sale, pepe
olio extravergine di oliva
Mettiamo a bollire l'acqua salata per cuocere gli spaghetti

Er sale è mejo poco, l'acqua assai,
un litro a etto, l'unica maniera,
perché la Pasta nun s'incolli mai.

tuffiamo gli spaghetti e lasciamo cuocere finché non sono al dente, nel frattempo in una padella facciamo sfrigolare con un goccio di olio il guanciale finché il grasso non diventa trasparente e il guanciale risulta croccante. Non appena la pasta è cotta, la scoliamo e fermiamo la cottura passandola sotto al rubinetto velocemente perché la pasta non deve freddarsi. Scoliamo bene e trasferiamo tutto nella padella con il guanciale e mescoliamo bene aggiungendo abbondante pecorino romano grattugiato

Doppo girata un attimo, scolate:
quanno l'urtima gocciola viè fòri
conditela de prescia e scodellate

Prepariamo i piatti e mettiamo sopra ogni piatto ancora un po' di pecorino e spolverizziamo con una macinata di pepe nero.

Si c'è quarcuno attenti a controllavve:
« mangiate calmi, piano, da signori » ,
si state soli... attenti a nun strozzavve



martedì 22 maggio 2012

Hokey pokey (o spumoni di caramello) al cioccolato e arancia

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Gli hokey pokey sono dei dolcetti, anzi delle caramelle, neozelandesi che io ho mangiato per la prima volta moltissimi anni fa; me li aveva fatti conoscere tanti anni fa la mia amica Anne.Con lei ci siamo conosciute a Francoforte agli inizi del 2000 poi io ho iniziato a lavorare con svizzeri, inglesi e americani e lei si è spostata tra Singapore e la Nuova Zelanda; ci siamo ritrovate dopo 4 o 5 anni in Italia e tra una colazione alla tedesca e una all'italiana un bel giorno ha tirato fuori queste delizie. Per tanti anni ho avuto sempre il pallino di rifare gli hokey pokey poi non avendo una dose ben precisa da seguire ho sempre rimandato finché non ho ritrovato la ricetta su un giornale di cucina che però presentava un procedimento sbagliato da seguire per cui invece che spumoni ottenevo lastrine di caramello bruciacchiato e altamente disgustoso; ma siccome io sono di carattere ultratestarda prova riprova ho trovato la combinazione giusta e alla fine li ho dato anche un tocco di mio rivestendo queste prelibatezze con cioccolato che ho profumato con la scorza di arancia. Ve li presento:


per circa 15 pezzi medio-grandi io ho usato:

60 gr di zucchero
2 cucchiai di sciroppo di acero
1 cucchiaino di bicarbonato
60 gr di cioccolato fondente
la scorza grattugiata di mezza arancia (io Ribera)
Prima di iniziare prepariamo un piano o una teglia rivestendolo con carta forno, qui andremo a mettere poi il nostro composto per farlo solidificare. Ora prendiamo un pentolino, prendiamo uno grande rispetto alla quantità che andremo a metterci perché il composto quadruplicherà velocemente; versiamo nella pentola lo zucchero e lo sciroppo di acero, mescoliamoli ben bene e portiamoli sul fuoco a fiamma bassa, come per preparare il caramello. Non appena lo zucchero si scioglie e non ci sono più granuletti nel pentolino allora togliamo la pentola del fuoco e aggiungiamo il bicarbonato; mescoliamo velocemente finché il composto non avrà smesso di crescere, dopodiché trasferiamo a cucchiaiate nella teglia o piano che avevamo preparato in precedenza e lasciamo raffreddare completamente il composto. Otterremo questo:


Quando lo spumone di caramello si è totalmente raffreddato possiamo procedere con l'ulima fase. Iniziamo a tagliarlo con un coltello in cubotti anche irregolari, saranno le nostre caramelle da rivestire con la cioccolata:


Prepariamo ora un bagnomaria dove faremo sciogliere la cioccolata fondente, come questa diventa liquida aggiungiamo la scorza di arancia grattugiata finemente, amalgamiamo il tutto poi aiutandoci con un pennello rivestiamo ogni hokey pokey. Questa operazione deve essere velocissima perché il caldo tende a far sbriciolare i nostri dolcetti. Rimettiamo poi le caramelle rivestite a freddare su un piano e gustiamoceli non appena il cioccolato si è raffreddato. Sono una vera ghiottoneria, ed eccoli qui su un vassoietto di I cook cake pronti per essere assaggiati, chi favorisce?



lunedì 21 maggio 2012

Cucina regionale giuliana: Risotto de caperozzoli

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Inizia un'altra settimana e come è tradizione da qualche settimana, si inizia con una ricetta regionale. Questo bellissimo progetto unisce tutte le regioni in un abbraccio che vogliamo estendere a tutte le persone colpite da eventi tragici in questo fine settimana; a voi vanno i nostri pensieri e a voi doniamo una nostra ricetta per dimostrarvi la nostra vicinanza.

Le ricette che presentiamo in questa occasione hanno tutte un ingrediente comune: il riso; in alcune zone della nostra Italia il riso viene ampiamente utilizzato mentre in altre zone ha un ruolo più marginale. Ma vediamo nei dettagli cosa c'è nelle nostre cucine oggi:


CALABRIA:   Riso salsiccia e peperoni di Rosa ed Io 
CAMPANIA:     Pizza di riso di Le Ricette di Tina
SICILIA:  Risotto ai Carciofi di Cucina che ti Passa
TOSCANA:  Risotto all’ortica di Non Solo Piccante 
LOMBARDIA:  Risotto alla pilota di L’Angolo Cottura di Babi
VENETO:  Risi e bisi di Semplicemente Buono 
PIEMONTE:  Panissa  di La Casa di Artù
EMILIA ROMAGNA: Torta di riso di Zibaldone Culinario
TRENTINO ALTO ADIGE:   Risotto alla mela red delicious profumato al Traminer di A Fiamma Dolce
PUGLIA:  Tiedd d ris patan e cozz di Breakfast daDonaflor
LAZIO:  Pomodori col riso di Chez Entity 
LIGURIA:    Risotto co-i spaeghi di Un’arbanella di Basilico  
UMBRIA:  Risotto al Tartufo di 2 Amiche in Cucina   
MARCHE: Riso e lenta di La Creatività e i suoi Colori
ABRUZZO:  Risotto all’abruzzese di In Cucina da Eva 

e qui da me  FRIULI VENEZIA GIULIA: Risotto de caperozzoli
come sempre post in triestino e sotto in italiano



El risotto de caperozzoli xe el risotto de vongole nostrane, qua a Trieste xe una dele ricette che se trova piu spesso sule tole per le feste, soprattutto Nadal. Le particolarità de sto risotto xe che no ga pomidoro, no se le conchiglie e no xe piccante. Sto piatto oltre che in famiglia xe facile de trovar anche nei ristoranti, invito chi che vien a Trieste a provarlo.

Mi go adoperà

170 gr de riso
80 gr de caperozzoli
1/2 bicer de bianco
2 spicchi de aio
un tocheto de zivola
Sal
Prezzemolo
Oio
Acqua q.b.
Per prima roba metemo in smoio i caperozzoli in acqua con bastanza sal e lasemoli a spurgar per tre ore. Dopo fazemoli verzer metendo in una pignata l’ oio, l’aio tritado e un ciuffetto de prezzemolo. Liberemo i caperozzoli dele conchiglie e tignimoli de parte; fileremo el liquido de cottura e tignimo de parte anche quel. Intanto scaldemo una pignata per el risotto metendoghe dentro l’oio, la zivola, stando atenti che no la ciapi color, metemo el riso e misciemolo fina a che no el diventa lucido, sfumemolo col bianco e portemo a metà cottura zontando acqua calda e regolando de sal. A sto punto metemo dentro l’acqua de cottura e i caperozzoli e finimo de cucinarlo. Metemo in piatto e metemoghe de sola el prezzemolo.

Sta ricetta ga una variante anche quella storica, che prevedi de cusinar insieme col risotto un filetto de branzin; in modo de darghe piu gusto al risotto ma a chi che ghje piasi el gusto dei caperozzoli che lo cusini come che go fatto mi. Se ve piasi el limon podè meter una fettina vizin del risotto per spruzzarghela de sora prima de magnarlo

IN ITALIANO:
Il risotto di caperozzoli è il risotto di vongole nostrane, qui a Trieste è una delle ricette che maggiormente è presente nelle tavole delle feste soprattutto del Natale. La particolarità di questo risotto è che non ha pomodoro e non sono presenti le conchiglie e inoltre non è piccante. Il piatto è facilissimo da trovare non solo sulla tavola delle famiglie triestine ma anche nei vari ristoranti  cittadini per cui a chi viene a visitare Trieste suggerisco di cercare questo risotto e provarlo.

Io ho usato:

170 gr di riso
800 gr di caperozzoli (vongole)
1/2 bicchiere di vino bianco
2 spicchi di aglio
un pezzetto di cipolla
sale 
prezzemolo
olio
acqua q.b.
Per prima cosa facciamo spurgare i caperozzoli in acqua salata per tre ore. Iniziamo poi con l'aprire i caperozzoli in una pentola dove avremmo messo un filo di olio e gli spicchi di aglio tritati assieme a  un ciuffetto di prezzemolo. Liberiamo i caperozzoli dalle conchiglie e teniamoli da parte; filtriamo il liquido liberato durante l'apertura dei caperozzoli e teniamolo da parte. Nel frattempo riscaldiamo in una pentola per il risotto un filo di olio e rosoliamo la cipolla senza farle prendere colore; aggiungiamo il riso e mescoliamo finché non diventa lucido, sfumiamo a questo punto con il vino bianco e portiamo a metà cottura il risotto aggiungendo un po' di acqua calda alla volta e regolando di sale. A questo punto della cottura aggiungiamo il liquido dei caperozzoli e i caperozzoli e continuiamo la cottura. Al termine impiattiamo e spolverizziamo con ulteriore prezzemolo

Questa ricetta ha anche un'altra variante, lo stesso storica che prevede l'aggiunta di un filetto di branzino da cuocere assieme al risotto; questo ulteriore ingrediente ha lo scopo di arricchire di gusto il risotto ma se amate il sapore delle vongole allora vi consiglio di prepararlo come ho fatto io. Chi è goloso di limone, può inoltre presentare il piatto con una bella fetta di limone da spruzzare sopra il risottino.

sabato 19 maggio 2012

Petto di pollo con arancia, miele e senape

©http://nuvoledifarina.blogspot.com Il petto di pollo è universalmente noto per essere una carne di per se triste perché poco gustosa, ma questa sua caratteristica lo rende ottimo per creare una varietà infinita di accostamenti, in questo caso ho utilizzato l'arancia per rendere più morbida e appetibile la carne (come avevo già fatto qui) e per dare un tocco in più ho aggiunto del miele e della senape che hanno creato un ottimo contrasto agrodolce un po' americaneggiante, infatti in USA si usa spesso miele e senape per la carne, ma con un tocco di italianità dovuto al parmigiano che ho voluto aggiungere per rafforzare ancora un po' il gusto. La preparazione è semplicissima, se il piatto lo si vuole mangiare la sera, basta metterlo in marinata la mattina o la sera prima, al nostro ritorno a casa non ci resterà che fare la cottura in pochi minuti.


Io ho usato:

250 gr di petto di pollo
2 arance (io Ribera)
1 cucchiaio di senape (ho usato quella "liquida" da hotdog)
1 cucchiaio di miele (io millefiori)
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
sale, pepe
Ho preso le due arance, di una ho grattugiato finemente la buccia e poi l'ho spremuta, dell'altra ho preso la polpa e l'ho tagliata a pezzettoni. Ho messo tutto in un contenitore a chiusura ermetica adatto per fare la marinata e alle arance ho aggiunto, l'olio, la cannella, il miele, la senape, il parmigiano grattugiato, sale e pepe; ho emulsionato bene il tutto, ho aggiunto le fette di petto e lasciato marinare in frigo.
Al momento dell'utilizzo ho prelevato le mie fette di pollo e le ho cotte senza aggiungere olio in una bistecchiera, pochi minuti prima della fine cottura ho versato sui petti la marinata e ho fatto restringere per un paio di minuti, ho impiattato e cosparso ancora con un pò di pepe macinato sul momento. La carne è risultata molto appetitosa e profumata e credo che la rifarò visto che ho ancora in frigo qualche arancia  di quelle che avevo acquistato su Non solo arancia


giovedì 17 maggio 2012

Pasta con crema di carciofi, pomodori secchi e semi di girasole

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Tempo fa avevo visto da Carla un bellissimo primo piatto fatto con pasta di mais e mi aveva incuriosito molto così ho deciso di prenderne un pacchetto anche io e di provarlo. Ho pensato di abbinare questa pasta a una cremina fatta con i carciofi dell'orto dei miei e di dare un po' di colore con i pomodorini secchi; ho aggiunto infine un po' di semi di girasole per dare croccantezza al piatto. Ne è risultata una bella pasta leggera da mangiarsi sia calda che tiepida che fredda.


Per questo piatto di pasta io ho usato:

140 gr di fusilli di mais
2 carciofi
50 gr di tofu (io alla piastra di Bio appetì)
10 pomodori secchi sottolio
semi di girasole q.b.
olio extravergine di oliva
sale
Ho iniziato a preparare il piatto partendo dai carciofi che ho pulito dalle foglie esterne più dure e e dalla peluria centrale; ho quindi lessato i carciofi, io ho usato il microonde mettendo i carciofi leggermente salati nell'apposito attrezzo per la cottura al vapore e li ho fatti cuocere per 5 minuti a 500W. Ho tagliato a spicchi i carciofi e li ho trasferiti nel frullatore assieme al tofu tagliato a tocchetti e a un goccino di olio di oliva e ho frullato fino ad ottenere una crema. Nel frattempo ho cotto la pasta in abbondante acqua salata e ho tagliato i pomodori a striscioline. Ho trasferito tutto in una ciotola e ho amalgamato bene, per ultimo ho aggiunto i semi di girasole. E' un buon piatto sano e naturale che consiglio di provare.




mercoledì 16 maggio 2012

Filetti di merluzzo all'arancia e vermouth bianco

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Era da tantissimo che dovevo postare una ricetta di pesce per cui oggi mi rifaccio proponendo una bella ricettina profumata; come pesce ho usato il merluzzo già e filetti, l'ho preso congelato che è comunque buono e molto spesso ci aiuta a risolvere un pasto in velocità. Come profumi ho abbinato assieme l'arancia e il vermouth bianco, si quello dolciastro che si mette in coppa con le olivette; magari questo abbinamento sembrerà strano ma non è così anzi è molto goloso, e visto che si gioca su tutti sapori delicati al pesce ho aggiunto anche un po' di fiori di finocchio essiccati che possono tranquillamente essere omessi da chi non ama questo profumo.


Io ho usato:

400 gr di filetti di merluzzo
2 arance belle grosse  (io Ribera)
1 bicchierino di vermouth bianco
1/4 di cipolla
semi di finocchio a piacere
olio extravergine di oliva
sale
pepe rosa (io gusti vegetali di Ferri)
Ho tagliato sottilmente la cipolla e l'ho fatta rosolare con un filo di olio su una bistecchiera, ho aggiunto quindi i filetti di merluzzo dopo averli salati e cosparsi di finocchio su entrambe le superfici; come il pesce ha preso colore ho sfumato con il vermouth bianco e aggiunto la buccia grattugiata e il succo con la polpa di un'arancia; ho profumato con pepe rosa e portato a cottura a fiamma bassa. Mentre i filetti cuocevano ho pelato al vivo l'altra arancia  e l'ho condita con olio, sale e pepe rosa e l'ho tenuta da parte. A cottura ultimata ho messo in piatto i filetti e li ho accompagnati con l'insalata di arance.
E' un buon piatto fresco e leggero, adatto a chi è a dieta o a chi vuole preparare una cenetta diversa dal solito

martedì 15 maggio 2012

Mousse di torrone e miele

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Giorni fa ho comprato qui a Trieste dei piattini bellissimi adatti a contenere dolci al cucchiaio che la faranno da padrona con l'arrivo della bella stagione, sono riuscita ad inaugurarli proprio ieri che le temperature  sono di nuovo risalite e ho pensato di preparare una bella mousse morbida da godersi cucchiaio dopo cucchiaio. Sul gusto non ho avuto dubbi, ho scelto il torrone che da una sensazione di coccola avvolgente, forse perché la nostra mente lo ricollega inconsciamente al Natale periodo in cui siamo o dovremmo essere tutti più buoni. Per completare il gusto ho abbinato al torrone il miele, ottimale qui è un miele dal sapore leggero e delicato tipo il miele di acacia. Come decorazione poi ho usato un topping al cioccolato che rende più goloso il tutto.
Il dolce da fare è velocissimo, io l'ho preparato in una decina di minuti e lasciato poi ricompattarsi qualche oretta in congelatore. Come stampino per la mousse ho scelto poi i semplicissimi bicchieri di plastica, quelli che si usano per feste e picnic, motivo: sono pratici, costano meno degli stampini e con le loro righine ci decorano già il dolce. 


Per 2 bicchieri di mousse io ho usato:

200 gr di latte (io ho usato soya ma va bene qualsiasi latte)
100 gr di torrone o torroncini 
50 gr di zucchero
40 gr di miele di acacia
15 gr di farina 00
4 gr di gelatina in fogli
2 tuorli
topping al cioccolato q.b. (io Fabbri)
Mettiamo la gelatina in fogli in ammollo in acqua fredda per almeno 10 minuti. Prendiamo il nostro torrone e i torroncini e passiamo nel frullatore fino a ridurre quasi in polvere. Mettiamo il torrone in una pentola assieme al latte e al miele e facciamo bollire per un paio di minuti; a parte in un altro pentolino lavoriamo i tuorli con lo zucchero fino a che non otteniamo un composto chiaro e spumoso. A questo andiamo ad aggiungere a filo il latte con il torrone e, sempre mescolando, mettiamo tutto sul fuoco e lasciamo bollire a fiamma bassa per 5 minuti. Ora non ci resta che aggiungere fuori dal fuoco la gelatina ben strizzata, mettiamo la nostra mousse nei bicchieri di plastica e lasciamo che si raffreddi. Trasferiamo poi in congelatore per 2 ore per farla rassodare bene, ricodandoci di tirarla fuori dal freezer almeno 10 minuti prima di portarla in tavola. Per gustarla si può servirla così dentro i bicchieri oppure vuotarla su un piattino e impreziosirla con qualcosa, io ho scelto un topping al cioccolato ma credo che anche un po' di mandorle a scagliette o entrambe le cose assieme ci sarebbero state bene.


lunedì 14 maggio 2012

Cucina regionale giuliana: Strucolo de nose in straza (o Kuhani struklji)

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Come ogni lunedì ritorniamo a percorrere la nostra Italia per scoprirne le ricette e le tradizioni locali; questa volta l'argomento è quello dei rustici. In alcune regioni con il termine rustico si intende un qualcosa che viene preparato con la pasta sfoglia, ma non essendo questo tipo di preparazione comune a tutte le regioni noi del progetto "Cucina regionale" abbiamo inteso il termine "rustico" come una preparazione che può essere portata a un pic nic o far parte di un buffet. A dire il vero io volevo presentare il mio piatto di oggi fotografandolo proprio durante un pic nic ma la pioggia di sabato notte e la bora che è tornata a sfiorare i 120 km/h mi hanno fatto cambiare i progetti. Ma prime della mia ricetta passiamo a vedere cosa c'è nelle altre regioni:


CALABRIA:  A pizza chi brocculi ‘ffucati  di Rosa ed Io
CAMPANIA:    Panini napoletani  di Le Ricette di Tina
SICILIA:  Arancini Rustici di Cucina che ti Passa
TOSCANA:  Cecina di Non Solo Piccante
LOMBARDIA: La fitascetta  di L’Angolo Cottura di Babi
VENETO: Pizza di polenta  di Semplicemente Buono
PIEMONTE:  Polpetton  di La Casa di Artù
EMILIA ROMAGNA: Erbazzone reggiano  di Zibaldone Culinario 
TRENTINO ALTO ADIGE:   Strudel de patate di A Fiamma Dolce 
PUGLIA: U’ Calzon d’ cpodd long o spnzal  di Breakfast da Donaflor
LAZIO:  Crostino con le alici di Chez Entity
LIGURIA:    Fiori de succa friti di Un’arbanella di Basilico
UMBRIA:  Torta al Testo di 2 Amiche in Cucina  
MARCHE: La crescia sa i arvans di La Creatività e i suoi Colori
ABRUZZO:  Pizza Rustica salata di In Cucina da Eva 

e qui da me: FRIULI VENEZIA GIULIA: Strucolo de nose in straza (o kuhani struklji)
come sempre ricetta scritta in dialetto e sotto in italiano



Per le ricette rustiche, argomento de sta settimana go deciso de propor un dolce bon de magnar in casa, per le feste o in un picnic. I strucoli a Trieste xe una serie de preparazioni dolci e salade rodolade, sta parola vien dal italianizazion da parte dei istriani italiani dela parola struklji, che xe la slavizzazion dela parola tedesca strudel. El strucolo xe differente del strudel perche el secondo vien cotto in forno, invece el strucolo vien lesso in acqua salada, difatti el kuhani struklji del titolo vol dir strucolo boido.
El strucolo che presento xe un dei piu tipici istriani e anche se la ricetta la iera za conosuda la xe entrada a far parte della cusina triestina dopo l’esodo dei istriani; sta ricetta la xe fatta con i ingredienti che iera piu facile trovar in Istria: nose, uva( in sto caso uva passa), miel e panna, tutta roba che se trovava per la campagna
Per far el strucolo ghe vol far una pasta e un ripien, per la pasta mi go adoperado:

250 gr de farina 00
120 gr de burro morbido
20gr de lievito de bira
1 cuciar pien de zucchero
1 bicer de latte tiepido
un poco de sal
Go messo el lievito e el zucchero nel latte, e lo go fatto rinvenir per diese minuti; intanto go cominciado a impastar la farina col sal e col burro ammorbidido a temperatura ambiente, per ultimo go messo el latte col lievito, mettendo ancora un poco de farina se servi. Dopo go fatto una bala e go lasado che lieviti per 30 minuti.
Intando go preparado el ripien con:

100 gr de nose tritade
80 gr de zucchero
2 cuciari de miel
200 gr de panna
1 bicer de uva passa smoiada in te l’acqua tiepida
Metemo tuto in una ciotola e misciemo fina a che no diventa tuto omogeneo e ben ligado; dopo lo go messo de parte fina a che no me xe servido.

Ciolemo l’impasto e una straza, metemoghe de sora un poca de farina, metemoghe de sora l’impasto e spianemolo fina a far un rettangolo sottile, dopo metempoghe de sora el ripien lasando liberi i bordi. Rodolemo su la pasta iutandose con la straza, chiudemolo sui lati e involtizemo el strucolo nella straza. Lighemo la straza con un spago come una caramella e tocemolo in acqua salada bollente e lasemolo cusinar per 40 minuti.


Una volta cotto femolo riposar per un per de minuti, dopo cavemolo dela straza, una volta tiepido se lo pol taiar a fette. El strucolo se pol serevir cusi o con un fia de miel de sora, o con el miel squaia con un fia de pangrattà o come che go fato mi metendoghe de sora zucchero e cannella. Voi come el ve piaseria?

IN ITALIANO:

Per le ricette rustiche, argomento della settimana, io ho deciso di proporre un dolce, ottimo da mangiare in casa, in un buffet delle feste, o in un picnic. Gli strucoli a Trieste sono una serie di preparazioni sia salate che dolci arrotolate, questo termine deriva dall'italianizzazione da parte degli italiani istriani della parola struklji, che a sua volta è la slavizzazione della parola tedesca strudel. Lo strucolo si differenzia però dallo strudel nel metodo di cottura, infatti mentre quest'ultimo viene cotto in forno, lo strucolo viene cotto bollito in acqua leggermente salata; il kuhani struklji del titolo infatti vuol dire, in lingua slava, strucolo bollito.
Lo strucolo che presento io è uno degli strucoli più tipici istriani, e la ricetta benché già conosciuta a Trieste è diventata parte del patrimonio gastronomico della città in seguito all'esodo degli istriani; questa ricetta infatti ha come ingredienti ciò che era maggiormente a disposizione in Istria: noci, uva (in questo caso uva passa), miele, panna; tutti prodotti della vita di campagna.
Per fare lo strucolo bisogna preparare una pasta e un ripieno, per la pasta io ho usato

250 gr di farina 00
120 gr di burro morbido
20 gr di lievito di birra
1 cucchiaio colmo di zucchero
1 bicchiere di latte tiepido
un pizzico di sale
Ho aggiunto al latte tiepido lo zucchero  e il lievito e ho fatto riattivare quest'ultimo per 10 minuti; nel frattempo ho iniziato ad impastare la farina con il burro ammorbidito a temperatura ambiente e il sale; per ultimo aggiunto il latte con il lievito attivato aggiungendo ancora un po' di farina se necessario. Ho formato quindi una palla che ho lasciato lievitare per30 minuti.
Nel frattempo ho preparato il ripieno con:

100 gr di noci tritate grossolanamente
80 gr di zucchero
2 cucchiai di miele
200 gr di panna
1 bicchiere di uvetta passa ammorbidita in acqua tiepida
Ho messo tutti gli ingredienti in una ciotola e li ho mescolati finché il composto non è diventato omogeneo e ben legato; ho conservato da parte fino al momento dell'utilizzo.

Riprendiamo ora il nostro impasto e prendiamo anche un canovaccio (in triestino la straza), stendiamo su quest'ultimo un po' di farina e mettiamo l'impasto lievitato, con il mattarello stendiamolo fino ad avere un rettangolo sottile; sopra questo stendiamo il nostro ripieno facendo attenzione a lasciare liberi i bordi. Ora aiutandoci con lo strofinaccio arrotoliamo la pasta, chiudiamola alle estremità e avvolgiamo lo strucolo così ottenuto nello strofinaccio. Chiudiamo anche questo alle due estremità con uno spago come per fare una caramella e tuffiamolo in acqua bollente leggermente salata e lasciamolo cuocere per 40 minuti.
Una volta cotto, lasciamolo raffreddare per qualche minuto, poi liberiamo lo strucolo dal canovaccio, una volta tiepido lo strucolo può essere tagliato a fette. Lo strucolo può essere servito così semplice, oppure con un po' di miele sopra, oppure con miele sciolto leggeremnte su fuoco assieme a un po' di pane grattugiato oppure ancora come ho fatto io cospargendolo con zucchero e cannella. Voi come lo assagereste?

domenica 13 maggio 2012

Yogurt preparato nel forno al gusto di miele e lavanda, due profumi della Croazia

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Lo yogurt è un qualcosa che mangio da sempre, spesso mi ha risolto una colazione da fare in velocità e spesso assieme a un fruttino e una fetta di dolce mi ha fatto da pranzo in estate quando le alte temperature fanno aver tutto tranne che voglia di mangiare. Lo yogurt è una di quelle cose buone e sane che possiamo farci da soli in casa; molto spesso si crede che  se non si ha la yogurtiera è impossibile fare lo yogurt in casa ma in realtà non è così, quello che fa la yogurtiera è ricreare un ambiente chiuso a una temperatura costante di 45-50° C che è la temperatura ottimale affinché i fermenti siano attivi e operino la trasformazione del latte in yogurt. Un ambiente chiuso di cui possiamo controllare la temperatura in casa lo abbiamo tutti: il forno! Sì, proprio lui, l'amico che ci consente di cuocere dolci e salati è in grado di darci anche lo yogurt. Oltre al forno ovviamente servono anche dei vasetti di vetro. Perché preparare yogurt in casa? perché lo yogurt non è utile solo per essere mangiato al cucchiaio ma può essere usato anche come ingredienti per molti piatti (io l'ho usato per tutti questi).
Lo yogurt che ho preparato oggi ha un buonissimo gusto, non è acido e può essere usato per la preparazione e la profumazione di molti dolci senza dover ricorrere ai vari aromi chimici. Io ho usato un ottimo miele millefiori, prodotto da un nostro cugino a Novigrad (Cittanova - Croazia) e l'ho associato ai fiori della lavanda, una pianta che viene molto coltivata nell'isola di Hvar. Insomma uno yogurt che fa fare un viaggio nei profumi di una terra magnifica che non è solo mare e spiagge ma molto di più


Per questo yogurt io ho usato:

1 vasetto di yogurt bianco non light (oppure 1 bustina di fermenti lattici, si comprano in farmacia)
800 ml di latte intero
3 cucchiaini di fiori di lavanda essiccati (io Lavandula Croatica)
80 gr di miele millefiori
Mettiamo in un pentolino il latte con il miele e i fiori di lavanda, scaldiamo fino a farlo quasi bollire, mescolando in continuazione per far sciogliere il miele; lasciamo poi raffreddare il latte, coprendo il pentolino, fino a portarlo a una temperatura di 45 °C, per chi non avesse un termometro (io ringrazio Yrma che me ne ha regalato uno fantastico) basta fare la prova con il dito, quando lo sentiamo appena poco più caldo della nostra pelle è fatta. Nel frattempo riscaldiamo il forno a 50°C.
Versiamo per praticità il latte, filtrandolo, in un contenitore con beccuccio, aggiungiamo lo yogurt bianco o i fermenti lattici, mescoliamo bene e versiamo nei nostri vasetti ( a me ne sono venuti 6). Senza assolutamente tapparli, mettiamo i vasetti in forno e lasciamoli a questa temperatura costante per 3 ore; trascorso questo tempo spegniamo il forno e lasciamo gli yogurt all'interno per per tutta la notte (o per almeno 6/7 ore) senza mai aprire il forno.  Trascorso questo tempo, riprendiamo il nostro yogurt, chiudiamo i vasetti con il loro coperchio e trasferiamoli così come sono per almeno 3 ore in frigo prima di consumarli. Chi si offre per assaggiare un cucchiaio?



giovedì 10 maggio 2012

Ciambellone variegato ( o marmorizzato) alla pasta di gianduia e peperoncino

©http://nuvoledifarina.blogspot.it I dolci variegati o marmorizzati sono tra i classici dei dolci da colazioni; conquistano subito non solo per la loro bellezza ma anche per la loro bontà; a casa mia è uno dei dolci preferiti di mia mamma, rappresenta una delle variazione al suo impasto base per torte. Questa volta io ho voluto provare a fare un qualcosa di diverso, innanzitutto al posto della classica torta ho fatto un ciambellone, bello alto e soffice e poi ho voluto dare un tocco di brio aggiungendo del peperoncino in polvere ( il piccante non si avverte come un qualcosa di fastidioso); al posto del classico cacao o cioccolato fuso per variegare ho usato la pasta di gianduia, ma ognuno può personalizzare a seconda dei propri gusti. Il bello dei dolci variegati è che si possono creare di volta in volta "disegni" differenti e ogni dolce e ogni fetta dello stesso dolce non saranno mai uguali tra loro; di variegati ne ho già postati due sul blog, uno fatto con la zucca e una con un preparato già pronto e che per questo motivo non sento proprio mia; una versione più spiritosa invece è questa qui dove ho variegato il dolce con più colori utilizzando sciroppi e cacao per avere un dolce multicolor dall'effetto garantito.
Ma passiamo a questo ciambellone che secondo me è un bel dolce da colazione di quelli adatti all'inzuppo:


per prepararlo ho usato:

500 gr di farina (io dolci e sfoglie Rosignoli)
250 ml di latte
250 gr di zucchero
200 gr di burro morbido
3 cucchiai di pasta di gianduia
1 bustina di lievito per dolci
6 uova
1 cucchiaino scarso di peperoncino in polvere
Prendiamo il burro morbido e lavoriamolo con le fruste assieme allo zucchero fino a che non si è formata una crema; separiamo quindi gli albumi dai tuorli e aggiungiamo questi ultimi uno alla volta al burro. Quando i tuorli si sono incorporati all'impasto versiamo la farina setacciata con il lievito e il latte a temperatura ambiente alternandoli tra loro. A questo punto dividiamo l'impasto a metà e mettiamolo in due ciotole diverse e ad una delle due parti andremo ad aggiungere il peperoncino e la nostra pasta di gianduia (si può sostituire con nutella o con altra crema di cioccolata) e mescoliamo bene fino a che il composto non sia uniformemente colorato. riprendiamo i nostri albumi e montiamoli a neve, dividiamo anche questi nelle due ciotole e incorporiamoli ai composti mescolando dal basso verso l'alto per non smontarli.
Prendiamo a questo punto uno stampo da ciambellone a bordi alti e iniziamo a creare il nostro dolce; ci sono diversi modi per variegare, si possono versare cucchiaiate di impasto alternandole a effetto scacchiera, oppure si può partire dal centro e versare un cucchiaio alla volta per creare una sorta di zebra cake o versare semplicemente un'impasto sopra l0altro alternando gli strati. Io ho fatto in quest'ultima maniera e per creare un effetto particolare ho poi smosso leggermente l'impasto utilizzando uno spiedino di legno.
Una volta terminati i due composti mettiamo a cuocere in forno preriscaldato a 180°C per circa 40 minuti.Che dite ce ne facciamo una fetta?



mercoledì 9 maggio 2012

Petto di pollo all'orientale con latte di cocco, mela e curry

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Mi piace molto al cucina etnica e ogni tanto cerco di sperimentare qualcosa di nuovo; il bello delle ricette orientali è che si usano tante spezie e tanti profumi ben bilanciati e armonizzati tra loro che danno gusto e sapore alla carne così da evitare l'uso del sale. la ricetta di oggi è un mix di profumi cinesi e thailandesi, il pollo è in tocchetti e accompagnato da una profumatissima salsa che va assolutamente gustata con un pezzo di pane cotto al vapore. Il modo ideale sarebbe mangiare con le bacchettine, di cui io sono diventata maestra nell'uso a Parigi e più precisamente in un locale in place de la Bastille dove ti guardavano male se non usavi le bacchettine, comunque anche la nostrana forchetta è ammessa!! cucinare questa ricetta significa entrare in un mondo di profumi e aromi veramente delizioso, magari a leggere tutti gli ingredienti insieme non si ha questa impressione ma posso assicurare che tutti i profumi sono ben bilanciati e nessuno prevale sull'altro.


Per questo piatto io ho usato:

500 gr di petto di pollo
1 cipollotto
1/2 mela
5 pomodorini
2 cucchiai di curry in polvere
il succo di 1/2 limone
1 cucchiaino di cardamomo in polvere
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di curcuma in polvere
100 ml di latte di cocco
1/2 cucchiaio di farina
1 bicchiere di brodo vegetale
olio di oliva
Tritiamo il cipollotto, tagliamo a tocchetti il petto di pollo e teniamo tutto da parte. Prendiamo la mezza mela e grattuggiarla, io ho usato una grattugia in plastica di Tescoma che ha evitato lo scurirsi della mela 


Prendiamo una wok o una padella abbastanza capiente e facciamoci scaldare un po' di olio, versiamo poi la cipolla e facciamola appassire, infine aggiungiamo tutte le nostre spezie in polvere e facciamole scaldare per pochissimo tempo. Aggiungiamo a questo punto il pollo e facciamogli prendere colore, poi uniamo la mela grattuggiata, i pomodorini, la farina setacciata, il limone e il latte di cocco e facciamo cuocere a fiamma dolce finché la cremina non si è addensata. Si può servire sia caldo che tiepido, in quest'ultimo caso il profumo delle spezie si avvertirà ancora di più e il piatto risulterà più gustoso oltre che estivo. Vi invito per un assaggio, chi vuole?


martedì 8 maggio 2012

Rosolio all'arancia e zafferano

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Del mio acquisto di arance Ribera (io le ho prese su Non solo arancia) sono molto soddisfatta, con questa varietà di arance sto creando un bel po' e ne ho ancora qualcuna in frigo con cui mi darò da fare i prossimi giorni; il bello delle arance è che non si butta via niente e si può dunque lavorare con buccia e polpa/succo assieme o separatamente. Questa mia ricetta nasce dall'esigenza di non voler buttar via le scorze delle arance usate per le mie caramelle gelatinose all'arancia e così ho pensato di farci un bel liquorino, ma di quelli leggeri. E' nato così il mio rosolio; il rosolio è uno di quei liquori che viene definito per signore, in quanto la gradazione alcolica è piuttosto bassa rispetto agli altri liquori; il profumo molto intenso dell'arancia lo rende poi ottimale per essere sorseggiato piano piano, magari mentre si legge un buon libro o si conversa amabilmente. Il colore è quello del sole dovuto alle arance e allo zafferano.
Come per tutti i liquori la preparazione non è immediata ma ci vuole qualche giorno per produrli; più precisamente in questo caso ci vogliono 3 giorni di infusione e 8 giorni di riposo. Il tempo di attesa non comporta lavori da fare sul nostro liquore, diciamo che dopo aver messo gli ingredienti in infusione questi restano lì e non ci danno nessun fastidio.
Il rosolio ha una grande applicabilità, lo possiamo usare non solo per bere, ma anche come bagna o per sfumare le varie preparazioni salate in cui usiamo anche l'arancia per creare una buonissima nota agrodolce.


Per preparare circa 1 litro di rosolio occorrono:

1 arancia (io varietà Ribera)
1 bustina di zafferano
500 ml di alcool 36°
72 ml di acqua
130 gr di zucchero
Innanzitutto partiamo dall'alcool, di sicuro è più facile trovare in negozio l'alcool 90°, per avere quello di 36° bisogna diluire il 90° 2.5 volte in acqua, per cui per avere un volume finale di 500 ml di alcool a 36° bisogna aggiungere a 200 ml di alcool 90° 300 ml di acqua.
Una volta ottenuto l'alcool 36° partiamo con la produzione del nostro rosolio; Prendiamo due barattoli, in uno mettiamo l'alcool 36°, la parte arancio della buccia e lo zafferano; tappiamo bene e lasciamo in infusione fredda, ovvero a temperatura ambiente e senza dover scaldare nulla per 3 giorni. Nell'altro barattolo prepariamo un'altra infusione, sempre fredda, per preparare lo sciroppo di zucchero; qui infatti andranno messi i 72 ml di acqua con i 130 gr di zucchero. All'inizio sembrerà che lo zucchero non riuscirà a sciogliersi del tutto in acqua ma basta ogni tanto passare e dare una agitatina per aiutare il processo; anche questa infusione deve durare 3 giorni.
Trascorso questo tempo filtriamo la parte alcolica e aggiungiamola allo sciroppo di zucchero, mescoliamo bene e imbottigliamo il rosolio. Ora non ci resta che lasciarlo riposare per far amalgamare tutti i profumi per almeno 8 giorni ed eccoci pronti per l'assaggio.


lunedì 7 maggio 2012

Cucina regionale giuliana: Minestra de bobici

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Come annunciato in questi giorni l'appuntamento con il regionale si sposta al lunedì per uniformarci con la bella stagione che ci vede il weekend sempre più spesso fuori nel weekend a goderci fino a tarda serata le belle giornate di sole, anche se per ora stentano ad arrivare. il tema di oggi è stato una bella sfida, infatti si trattava di tirar fuori dal cilindro delle nostre conoscenze una ricetta light. Questa settimana non sarà con noi la Campania, ma mando un abbraccio forte a Tina e la aspetto per il prossimo appuntamento, ma vediamo cosa possiamo gustare oggi:


CALABRIA:  Insalata di stocco  di Rosa ed Io
SICILIA:  Insalata di Baccalà di Cucina che ti Passa 
TOSCANA: Vellutata di porri di Non Solo Piccante
LOMBARDIA:   Crema di asparagi alla milanese  di L’Angolo Cottura di Babi
VENETO:  Moscardini alla veneziana di Semplicemente Buono 

PIEMONTE:  Povronà  di La Casa di Artù
EMILIA ROMAGNA: I buslanei  di Zibaldone Culinario 
TRENTINO ALTO ADIGE:  El smizolà e l’orzetto alla trentina di A Fiamma Dolce 
PUGLIA:  La rasc...com la uè la fasc di Breakfast da Donaflor 
LAZIO: Vellutata di broccolo romano con l’Arzilla  di Chez Entity 
LIGURIA:     ancioe crue a l’agro co-e tomate di Un’arbanella di Basilico
UMBRIA:  Bandiera    di 2 Amiche in Cucina   
MARCHE: I tajarin senza uova con sugo di pomodoro di La Creatività e i suoiColori
ABRUZZO: Ciabotto  di In Cucina da Eva

e qui da me: FRIULI VENEZIA GIULIA: Minestra de bobici
come al solito post in dialetto e sotto in italiano:



La minestra de bobici xe la minestra de formenton, la vien fatta in estate con le panoce fresche, xe un tipico piatto dei contadini, tipico del Carso e de origine slava, difatti a Trieste no se trovava le panoce giovani e le rivava solo con le “iuze” le contadine che le vigniva a vender le verdure della campagna in città. Sta minestra se la trova facilmente sia nei locai del Carso che in tuta l’Istria, e la se ottima magnada tiepida.
Come go za dito l’ingrediente base xe le panoce de latte, che in supermercato se trova tutto l’ano, ma visto che el formenton se lo pol congelar xe meio far scorta in estate e tignir i chicchi in congelator.
Ecco cosa ne servi per far sta minestra:

240 gr de bobici (2 panoce)
150 gr de fasoi freschi
1 patata
1 pomidoro
1 osso de persuto
20 gr de panzeta
Oio extravergine de oliva
Sal, pevere
Taiemo la patata a tocheti e cusinemola coi fasoi, el pomidoro a tocheti, l’osso de persuto per almeno meza ora. Inun altra pignata cusinemo el formenton fina a che la pelle diventa tenera. Ciolemo un pochi de fasoi, de patate, de bobici e schiaccemoli fina a far una purea e tignimola de parte. In un padellin squaiemo a fogo basso la panzeta, dopo metemola con la patata, i fasoi, i bobici e lasemo che se insaporisi per 10 minuti e la minestra xe pronta. Chi vol un poca?


IN ITALIANO:
La minestra di bobici è la minestra di mais novello, è tipicamente estiva e viene fatta con le pannocchie giovani; è un piatto tipico contadino, tipico della zona del Carso ed è di origine slava, infatti le pannocchie giovani a Trieste erano di difficile reperimento e arrivavano solo con le "iuze", ovvero le contadine, che venivano a vendere i loro prodotti dalla campagna in città. Questa minestra la si riscontra facilmente nei menù dei locali tradizionali non solo nel Carso ma in tutta l'Istria ed è ottima se gustata tiepida.
Come già detto l'ingrediente base sono le pannocchie da latte, queste grazie ai supermercati sono reperibili tutto l'anno, ma visto che il mais può essere congelato allora conviene farne una bella scorta durante l'estate e tenere i chicchi in congelatore.
Ma ecco cosa occorre per preparare la minestra:

240 gr di mais fresco (circa 2 pannocchie)
150 gr di fagioli freschi
1 patata
1 pomodoro
1 osso di prosciutto  
20 gr di pancetta
olio extravergine di oliva
sale, pepe
Tagliamo la patata a dadini e cuociamola assieme ai fagioli, al pomodoro a tocchetti e all'osso di prosciutto per almeno 30 minuti. In un altra pentola cuociamo il mais finché la pellicina esterna non risulta tenera. Prendiamo un po' di fagioli, patate e mais e schiacciamoli fino a formare una purea e teniamo da parte. In un padellino facciamo sciogliere a fuoco basso la pancetta, uniamola poi ai fagioli e alla patata e uniamo anche il mais, facciamo insaporire per 10 minuti e la minestra è pronta per essere gustata. Chi vuole favorire?
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...